Il questionario elaborato da Pellis, si compone di una parte Generale, divisa in due fascicoli (PG I e II), in cui sono raccolti i concetti correnti e le nozioni fondamentali (cioè il lessico di base) noti o comuni alla generalità dei parlanti che abitano sia nelle città sia nei paesi sia nelle zone costiere sia in quelle di montagna; e di una Parte Speciale, suddivisa in cinque fascicoli (PS Ia, Ib, Ic1, Ic2, II), in cui sono raggruppati concetti e nozioni noti o familiari particolarmente ai contadini, ai montanari, agli abitanti della pianura e della collina, agli abitanti della costa e marinai, agli operai e artigiani.
La Parte Generale comprende 3.630 voci riguardanti, rispettivamente, l’individuo (voci 127-734), la famiglia (voci 735-1496), la società (voci 1497-2977) e la natura (voci 2978-3468); precede un’introduzione (voci 1-126) relativa ai numeri, ai giorni della settimana, ai mesi e alle stagioni, alle feste e ricorrenze religiose, ai pasti, ai nomi delle dita e ai colori; segue un’appendice (voci 3469-3544) riportante i cosiddetti «paragoni liberi».
La Parte Speciale contiene 3.324 voci riguardanti l’agricoltura e i suoi prodotti (voci 3545-4168), l’allevamento e i suoi prodotti (voci 4169-4562) e la fauna (voci 4563-4785); l’ambiente montano (voci 4786-4969); la vita in pianura e sui colli (voci 4970-5070); l’ambito e le attività marinare (voci 5071-5420); le arti e i mestieri (voci 5421-6612): L’ultima parte del questionario (Parte Speciale III) è l’appendice morfologica (voci 6613-7013), che comprende forme verbali e nominali, nomi propri di persona e ipocoristici e la coniugazione completa di alcuni verbi. Un questionario supplementare, ovvero «Prontuario demologico», compilato da Pellis in collaborazione con il noto studioso di tradizioni popolari Giuseppe Vidossi, e da usarsi solo in casi particolarmente favorevoli, doveva poi consentire di gettar luce sulla nomenclatura tecnica, su taluni aspetti particolari del lessico, su usi e costumi locali, le credenze e la scienza e letteratura popolari. Infine una redazione speciale della parabola del figliol prodigo in 24 proposizioni, curata da Pellis, veniva utilizzata nei sondaggi preventivi sulle parlate delle località fissate a suo tempo da Bartoli.
Come si può vedere, il questionario originario dell’Atlante Linguistico Italiano contempla tutte le manifestazioni più importanti della vita e del mondo rustico italiano ed è in grado di dotare l’Italia di un archivio linguistico ed etnografico di prim’ordine. Esso si distingue da quelli dei altri Atlanti non solo per la maggior ampiezza, ma anche e soprattutto per le innovazioni nella scelta, nell’ordine, nel collegamento e nella formulazione delle domande. Queste sono infatti di due tipi: domanda diretta e indiretta. La domanda diretta (o traduzione) è una frase di senso compiuto nel cui contesto è collocato, in carattere tipografico neretto, il termine (o i termini) di cui si vuole ottenere la traduzione dialettale. La domanda indiretta è invece posta, al fine di evitare di pronunciare il termine o l’espressione da tradurre in dialetto, sia sotto forma di perifrasi (indiretta vera e propria) sia per mezzo di una illustrazione, disegno o fotografia (indiretta illustrata) sia attraverso la presentazione dell’oggetto all’informatore sia, infine, con l’accompagnamento di un gesto. Il questionario è pertanto integrato da un’imponente raccolta iconografica di circa 2.500 illustrazioni e fotografie contenute in ben dodici album. In particolare, delle 3.630 voci comprese nella Parte Generale, 826 sono domande indirette illustrate, 291 indirette vere e proprie, 2.513 traduzioni; per la Parte Speciale, su un totale di 3.324 voci, 1841 sono domande illustrate, 739 indirette e 744 traduzioni.
Il numero delle località da esplorare, previsto in un primo tempo in 730 punti quasi equidistanti da investigare in circa 5-6 anni, fu poi fissato a 1.000 unità, compresi i punti alloglotti (slavi, albanesi, alemannici e tedeschi, romeni, greci, catalani, provenzali e francoprovenzali, zingareschi), la cui distanza — fissata approssimativamente e non in linea d’aria — non doveva essere superiore ai 30 km, né inferiore ai 15 km.
I punti furono scelti da Bartoli in modo da rappresentare in giusta proporzione centri massimi, medi e minimi di cultura, definiti sulla base di parametri rappresentati dalle vie di comunicazione di cui ciascuno è dotato e dall’essere o no sede di determinati istituti amministrativi, scolastici ed ecclesiastici. In particolare, sono considerati da Bartoli centri massimi i capoluoghi di compartimento ferroviario che siano, a un tempo, sede di università e sede arcivescovile massima; centri medi le stazioni di medio traffico che abbiano istituti di istruzione media e siano sedi vescovili; centri minimi le località prive di stazione ferroviaria o tranviaria (e lontane più di 7 km dalla stazione più vicina) ma dotate di scuole elementari e sedi di parrocchie minime o cappellanìe, che non siano però né luoghi di villeggiatura né stazioni climatiche o sportive né località con alberghi o in cui si tengano mercati e fiere ed esenti da tasse di soggiorno.
Conformemente a questa distinzione dei punti, anche l’inchiesta è stata distribuita, secondo l’opportunità, in tre tipi: inchiesta massima, che comprende tutte le voci della Parte Generale e delle Parti Speciali II (Arti e mestieri) e III (Morfologia), da condursi nei centri massimi previsti dal piano nonché in uno o due centri medi e in almeno tre centri minimi per regione (qui con l’ampliamento costituito dalla Parte Speciale Ia); media, quella normale o consueta, che si estende su circa la metà delle voci del questionario, con l’omissione delle nozioni ritenute più difficili (contrassegnate con un asterisco nel testo a stampa) a giudizio del raccoglitore; minima, che si svolge in tutte le località di parlata non italiana, romanza o no, comprese quelle in cui il dialetto non presenta che esigue variazione del tipo regionale, e che è condotta su circa 1.000-1.500 voci facili, per lo più illustrate. Un quarto tipo di rilievo è la cosiddetta inchiesta minima di confronto (IMC), una sorta di assaggio dialettale di località vicine al centro d’inchiesta, limitato a circa 500 voci, per il quale fu preparato, sempre a cura di Pellis, un apposito fascicolo a parte, estratto — sia pure con alcune leggere variazioni — dal questionario maggiore. Un’altra distinzione prevista nel piano bartoliano raggruppava, sulla base dell’altitudine (350 metri), le località di montagna e di collina da un lato e quelle di pianura e di mare dall’altro: in esse, oltre alle voci della Parte Generale, venivano richiesti i concetti delle Parti Speciali familiari ai montanari e agli abitanti delle colline, nelle prime; e quelli noti agli abitanti della pianura e delle zone costiere, nelle seconde.