UGO PELLIS
Fiumicello di Aquileia, Friuli 1882
Gorizia 1943

Allievo di T. Gartner a Innsbruck, divenne nel 1902 insegnante nel liceo di Capodistria e dal 1912 al 1925 in quello di Trieste.
Fra i fondatori e presidente della Società Filologica Friulana, raccolse l’invito di M. Bartoli e dopo aver preso parte alle fasi preliminari, iniziò la sua attività di raccoglitore unico dell’Atlante Linguistico Italiano.

Fotografia di Pellis Per 18 anni, novello ‘romeo’ percorse tutta l’Italia per compiere l’immenso lavoro «nobilissimo ma gravissimo». Dotato di un esteso questionario alla cui redazione aveva contribuito in larga misura e di un apparato iconografico rilevante Pellis iniziò le inchieste vere e proprie il 29 ottobre 1925 a Belvedere d’Aquileia. Soprattutto nel primo anno e mezzo, percorse a piedi molte strade con lo strano carico di album di illustrazioni, di copie dei fascicoli del questionario, di taccuini per gli appunti (in particolare quello delle spese, minuziosamente registrate giorno per giorno!), da carte geografiche e topografiche, di materiale vario, di lastre fotografiche (poi di pellicole) di una macchina fotografica oltre all’usuale materiale logistico.
Poi dal febbraio 1927 il Duce donò all’Atlante Linguistico Italiano un’auto Balilla con la quale Pellis insieme alla moglie Nelda si spostava da una località all’altra.

   
Alcuni disegni originali di Ugo Pellis

Di ingegno fervido e duttile, preciso e rigoroso nel metodo, Pellis si documentava preventivamente sulla situazione linguistica, sulla realtà storica del luogo.
Con massima serietà e rifiuto dell’improvvisazione, per allestire quello che diventerà un imponente archivio fotografico, Pellis si era addestrato nell’arte della fotografia sotto la guida di A. Polacco dell’Istituto fotografico triestino.
Rimaneggiando più volte la griglia delle località, Pellis effettuò ben 727 inchieste (delle circa 1.000 previste) interrotte dalla sua morte nel 1943.